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Al summit “Dall’Italia al mondo: Merano WineFestival verso i mercati del futuro”, la winehunter ambassador Karine De Souza racconta la crescita impetuosa del mercato brasiliano, dove l’Italia è già il quarto fornitore e la domanda di vini premium e sostenibili corre a doppia cifra. Nel corso dell’incontro, introdotti da Helmut Köcher, si sono confrontati i winehunter ambassador di alcuni dei paesi più strategici per l’export del vino italiano – Canada, Cina, Georgia, Giappone e Brasile – per raccontare trend, sfide e prospettive dei rispettivi mercati. Tra questi, l’intervento di Karine De Souza, ha catalizzato l’attenzione per l’ottimismo e la solidità dei dati che riguardano il Brasile, un paese che oggi rappresenta una delle aree di maggior espansione per il vino nel mondo.
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Lo scenario
“Il Brasile cresce mentre gran parte del mondo rallenta – spiega De Souza –. Parliamo di un mercato da 200 milioni di abitanti, 60 dei quali consumano vino con regolarità. Nel 2023 la crescita è stata dell’11,6%, e nel primo semestre del 2025 siamo già a un +9,2% di importazioni, pari a 503 milioni di euro. Un mercato che oggi vale 2,3 miliardi di euro, ma in costante evoluzione”. La spinta non è solo nei volumi, ma soprattutto nel valore. Il dato più significativo è la crescita dell’8,3% in valore. Significa che il consumatore brasiliano non cerca semplicemente un vino economico, ma è disposto a spendere per la qualità. Una tendenza che trova terreno fertile in un paese fortemente legato all’Italia, anche sul piano emotivo e culturale. “Il Brasile conta 30 milioni di discendenti diretti o indiretti di italiani, concentrati soprattutto nel sud, una presenza che ha plasmato anche la viticoltura locale. È una forza culturale ed economica che si traduce in affinità e fiducia verso il vino italiano”. Il Belpaese è oggi il quarto fornitore del Brasile, dopo Cile, Argentina e Portogallo. Quest’ultimo resta un competitor privilegiato grazie al legame linguistico e storico, ma l’Italia avanza rapidamente, superando la Francia nei tassi di crescita (+10% contro +6%).






