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Ultimo aggiornamento: 7:37

La serialità contemporanea, schiacciata tra logiche di binge-watching e produzioni mainstream, raramente osa deviare dal sentiero narrativo consolidato. In questo panorama, la serie Lo Psicologo (recentemente presentata in anteprima presso la Casa del Cinema di Roma) diretta da Enrico Pittari e prodotta da Golden Boys Produzioni, si configura come una sfida aperta alle convenzioni, proponendosi anche come un autentico laboratorio artistico. L’obiettivo della serie, ideata da Enrico Pittari e Salvio Simeoli, di cui sono lieto di aver curato la colonna sonora originale, si configura non come semplice fiction d’intrattenimento, ma come uno squarcio chirurgico, un lucido sguardo sulla follia contemporanea, attraverso un registro stilistico inequivocabile: il grottesco. La presenza autorevole di Alessandro Haber non è un semplice endorsement commerciale, ma rappresenta piuttosto un elemento strutturale volto a consolidare la densità e il peso specifico del progetto.

La scelta radicale di realizzare episodi brevi, di soli cinque minuti, non si configura come una mera concessione alla fruizione on-demand o ai ritmi del web, bensì come una scelta di linguaggio programmatica. La brevità non è qui sinonimo di superficialità, ma di necessaria e brutale sintesi. Essa impone al linguaggio visivo e narrativo una massima densità, trasformando ogni sequenza in un elemento essenziale, in un gesto artistico necessario. Questa struttura minimalista si sposa in modo particolarmente efficace con un linguaggio grottesco, per certi aspetti reazionario e underground. I creatori lo sostengono con forza: “Il realismo ha già detto tutto. Ora è il tempo del grottesco”. In un’epoca in cui i media generalisti hanno saturato ogni possibilità di narrazione mimetica, la deformazione iperbolica e la mescolanza stridente di tragico e comico possono forse restituire la verità di certe disfunzioni sociali e nevrosi individuali, evidenziando le contraddizioni dell’animo umano, senza la mediazione rassicurante della verosimiglianza.