PORDENONE - Due zuffe in due giorni per una ragazzina. La cornice è quella dell’autostazione di Pordenone, dove ragazzi di origine straniera e liberi da impegni scolastici hanno installato la loro nuova base. A martedì 4 novembre sera risale il primo scontro tra bande rivali registrato dalle telecamere.

Sono da poco passate le 19. Le corriere vanno e vengono. Sulle banchine molti pendolari attendono i mezzi dell’Atap per tornare a casa. Ci sono anche loro, una ventina di giovani. Improvvisamente uno alza le mani e partono pugni, calci e spintoni. Chi cerca di sedare la lite resta a sua volta coinvolto in quella che ha tutti i connotati di una rissa. I ragazzi sciamano da una banchina all’altra, c’è chi ruzzola a terra e comincia a lottare con l’antagonista. Altri colpiscono gli avversari con gli zainetti e con una borsetta. Arriva anche una ragazza, tenta di dividere i contendenti, ma la calma torna soltanto quando intervengono i poliziotti della Polfer.

L’indomani nuovo round. I due gruppi antagonisti cominciato a spintonarsi, ma in una manciata di minuti in autostazione arrivano due pattuglie della Squadra Volante. Una quindicina di ragazzi viene identificata, uno viene portato in Questura e denunciato per aver violato un Daspo urbano che gli vieta di frequentare l’intera zona della stazione. I protagonisti delle zuffe hanno tentato di depistare le forze dell’ordine. Nulla di più semplice se non dare la colpa al solito immigrato pakistano sceso dal treno e poi scappato via sempre in treno. La realtà è che dietro la violenza ci sarebbero motivi passionali.