ABANO TERME (PADOVA) - Proseguono serrate le indagini dei carabinieri della compagnia di Abano Terme per arrivare all'individuazione dell'uomo che nel pomeriggio di martedì avrebbe tentato di adescare una ragazzina di 12 anni uscita poco prima dall'Istituto Vittorino da Feltre per fare ritorno a casa.
I militari dell'Arma sono impegnati a vagliare le immagini delle telecamere di videosorveglianza posizionate nelle vicinanze della scuola e di piazza Mercato, dove la dodicenne ha raccontato di essere stata avvicinata dal conducente di un furgoncino di colore bianco senza insegne. L'alunna ha riferito alla madre che la persona alla guida l'ha interpellata dicendo di essere un amico della donna e offrendole di accompagnarla. La ragazzina ha risposto seccamente di no, ma l'uomo ha continuato a insistere. A quel punto la giovane si è rapidamente allontanata, andando incontro alla nonna che, come ogni giorno all'uscita dalla scuola, la stava attendendo. Il furgoncino bianco ha fatto rapidamente dietrofront.
Spaventata da quanto accaduto, ha descritto il conducente del veicolo, forse un Fiat Ducato, come un uomo di un'età compresa fra i 40 e i 50 anni, biondo ma stempiato, e con un vistoso orecchino al lobo destro. Sempre secondo il suo racconto, si esprimeva in un italiano corretto ma le ha dato l'impressione di essere straniero. La madre della dodicenne per prima cosa ha telefonato ai carabinieri per poi incontrare il comandante della stazione locale dell'Arma, luogotenente Vincenzo Mancini. Pur in assenza di una denuncia formale, la macchina delle investigazioni si è subito messa in moto. Oltre al monitoraggio delle telecamere, i carabinieri hanno incrementato in tutta la città termale e nelle zone limitrofe i pattugliamenti alla ricerca di un veicolo corrispondente a quello indicato dalla ragazzina. Un messaggio di allerta è stata poi diffuso sui social locali, rilanciato anche sul profilo Facebook del sindaco Federico Barbierato. Il primo cittadino ha invitato tutti alla massima collaborazione con le forze dell'ordine, evitando però di diffondere, soprattutto via social, informazioni non verificate che avrebbero l'unico risultato di creare allerte ingiustificate e intralciare e indagini.






