Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 12:11
La Cina ritiene che quell’isola come nazione autonoma non dovrebbe esistere: figuriamoci poi se un suo rappresentante si presenta a Bruxelles per fare un discorso che inviti a intensificare i rapporti con l’Unione. Si parla di scontro diplomatico tra Cina e Unione europea in seguito al fatto che i 27 hanno lasciato il palco alla vice presidente di Taiwan, Hsiao Bi-Khim , durante un evento organizzato dall’Alleanza interparlamentare sulla Cina (Ipac). Si è trattato del primo discorso di un alto membro del governo taiwanese in un parlamento straniero. Pechino la vede così: “Una mossa che viola gravemente il principio di una sola Cina, interferisce gravemente nei nostri affari interni e compromette gravemente la fiducia politica reciproca tra Cina e Ue”.
Ma cosa ha detto Bi-Khim? Il suo intento è stato quello di rafforzare i rapporti con l’Europa – che fino ad oggi non ha intrattenuto relazioni diplomatiche formali con il Paese – in un contesto particolare: Taiwan teme che il suo governo democratico non esisterà più, una volta che la Cina avrà preso possesso del territorio. Una diatriba che dura da quando, nel 1949, il Partito Comunista prese il potere e i nazionalisti si rifugiarono nell’isola, dove crearono un loro governo. Negli ultimi mesi la situazione è diventata sempre più tesa: la Cina mostra i muscoli con esercitazioni militari che circondano l’isola, e il presidente di Taiwan, Lai Ching-te ha dato il via al programma per realizzare il sistema di difesa aerea “T-Dome” con un aumento delle spese per la difesa fino al 5% del Pil, entro il 2030.






