VENEZIA - Acciaierie Valbruna, la Regione Veneto valuta di ricorrere al Tar contro la Provincia di Bolzano per annullare il bando per l'assegnazione per cinquant'anni delle aree attualmente occupate dallo stabilimento bolzanino del gruppo di Vicenza. Istituzioni e sindacati avevano chiesto il ritiro del bando al tavolo convocato giorni fa al ministero delle Imprese e del Made in Italy. Lo stesso ministro Urso aveva chiarito l'intenzione di ricorrere ai poteri del Golden Power, se fosse stato il caso. L'impianto di Bolzano occupa 571 addetti ed è funzionalmente interconnesso all'impianto vicentino, dove lavorano in 1.197, per la produzione di acciai e leghe speciali per l'industria della difesa.
Le Acciaiere Valbruna avevano esercitato l'opzione di acquisto dell'area industriale che occupano da oltre vent'anni di proprietà della Provincia Autonoma, ma la loro richiesta non ha mai avuto alcun riscontro. Da qui le preoccupazioni di lavoratori, politica, istituzioni che su quelle aree ci siano in atto progetti diversi. Il gruppo della famiglia Amenduni ha già impugnato la delibera al Tar di Bolzano.
Il bando era stato indetto con delibera della provincia di Bolzano il 26 agosto e prevede una gara per l'assegnazione del diritto di superficie dei compendi industriali di proprietà della Provincia, attualmente locati ad Acciaierie Valbruna. Le preoccupazioni sollevate a fronte del rischio che l'area potesse essere oggetto di assegnazione a imprese di natura diversa o anche a speculazioni di altro tipo, avevano ricevuto conforto nel riconoscimento di strategicità di queste produzioni siderurgiche da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri nell'ambito dell'istruttoria sul Golden Power e l'eventuale esercizio di poteri speciali da parte dello Stato.









