Tutto è iniziato da una storia comparsa sui social appena tre giorni fa. Una giovane pendolare, ancora sotto shock, racconta la sua disavventura su un treno regionale tra Carnate-Usmate e Arcore. Un viaggio di ritorno come tanti, trasformato in un incubo, che alla povera vittima si è procurato più di qualche livido e un trauma non indifferente. Secondo il racconto della giovane, poi confermato dalle immagini delle telecamere di sorveglianza, la ragazza era seduta da sola nel convoglio semivuoto, quando un uomo, immigrato di origine centrafricana, ha iniziato a fissarla in modo insistente. Dopo poco, senza apparente motivo, l'uomo le scaglia addosso una bottiglia d'acqua: da lì iniziano le minacce e gli insulti. Lei, tanto spaventata quanto incredula, cerca in tutti i modi di allontanarsi, di ignorarlo, quando l'uomo si alza, gridando, e le si scaglia contro.

A quel punto la giovane, nel tentativo di difendersi, estrae dalla borsa lo spray al peperoncino e lo usa, riuscendo a guadagnare qualche passo di vantaggio dall'uomo che «ha provato a prendermi per il collo», si legge nel suo racconto social. Ma non basta: un pugno la raggiunge, facendola cadere a terra, e da lì giù di calci e pugni. Minuti interminabili di paura pura, come racconta la povera ragazza, in cui ha pensato «che non sarebbe riuscito a sopravvivere». Quando finalmente è riuscita a divincolarsi dall'aggressione violenta dell'uomo, tremante ma viva, ha scattato una foto del volto del suo aggressore. «Le persone guardavano senza aiutarmi», commenta tristemente la vittima. Ma è stato sufficiente, poi, pubblica il racconto e gli scatti sui social affinché diventi virale nel giro di poche ore: proprio da lì si è messa in moto la macchina di sicurezza di Trenord.