Vanno e vengono dall'Albania, gravitano nella zona di Milano e di mestiere rubano nelle case. La loro «propensione criminosa» è stata evidenziata dal giudice per le indagini preliminari Francesca Vortali, chiamata a esprimersi sulle misure cautelari chieste dal sostituto procuratore Monica Carraturo. Le esigenze cautelari per i quattro indiziati delle razzie tra le province di Pordenone, Udine, Venezia, Bergamo e Cremona sono state ravvisate nel pericolo di fuga e di reiterazione. Per i quattro albanesi indagati per furto in abitazione e, a vario di titolo, per ricettazione, riciclaggio delle targhe e resistenza a un posto di blocco dei carabinieri, è stata sottolineata la vicinanza a certi ambienti criminosi di rilievo, ma anche la mancanza di occupazione. Insomma, si sostengono con attività fraudolente.
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Per Aldi Gjetani le incursioni friulane si può dire che sono state una maledizione. Il Tribunale di Pordenone lo ha legato a doppia mandata a due misure cautelari: oltre a quella notificata l'altro ieri, è ancora attuale quella emessa dal gip Rodolfo Piccin che gli aveva concesso i domiciliari a scopi terapeutici per quattro furti commessi a Chions e Azzano Decimo. Qualche settimana fa ha sostenuto l'interrogatorio precautelare per l'Operazione AMG affiancato dall'avvocato Alberto Settesoldi. «Si è avvalso della facoltà di non rispondere - spiega il legale - A lui è contestato soltanto un episodio in questa indagine». A suo tempo era stato individuato dai carabinieri di Latisana grazie a un'impronta digitale lasciata sul biglietto usato per pagare il pedaggio autostradale. Grazie alla continuazione con la pena inflitta a Udine, è riuscito a ottenere un patteggiamento allargato salito a 5 anni. Nella sentenza emessa a Pordenone si prevede anche l'espulsione una volta espiata la pena. Era introvabile, forse non sarebbe mai stato rintracciato se non fosse rimasto coinvolto in un incidente stradale. Ed in un pronto soccorso della Lombardia che era stato arrestato, in quanto era ricercato per due ordinanze di custodia cautelare, una emessa a Udine e l'altra a Pordenone.








