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Da Belloni, presidente di LVMH Italia, a Tether, già importante azionista. Ma per ora nessuna rivoluzione

Il black and white friday, questo è il giorno imprevisto di Juventus, assemblea dei soci, nuovo consiglio di amministrazione e domani il derby. Ore piene di football e di politica, squadra e club unite alla ricerca del tempo e della dignità smarrite tra tribunali e sofferenze serie di bilancio. La Juventus del dopo Agnelli, Gianni-Umberto-Andrea, la Juventus di Elkann, vive un momento di svolta nella continuazione. Nomi nuovi nel management vicino alla squadra, un manager scozzese, dal nome come un circuito di formula 1, Peter Silverstone, ruolo chief business officer, Pier Donato Vercellone, responsabile della comunicazione, Marco Ottolini, direttore sportivo, una folla di figure attorno al nucleo operativo formato da Spalletti e Chiellini, uomini di campo, di cervello e di esperienza certa ma è il nuovo cda ad offrire spunti, Guido de Boer, direttore finanziario di Exor, Kerstin Andrea Lutz, amministratore delegato di Billie Jean King Cup di tennis ma, oltre ad altri nomi, soprattutto Antonio Belloni che è il presidente di LVMH Italia, dunque il dirigente di riferimento di Bernard Arnault, l'azienda leader mondiale del lusso con un utile netto di 12,55 miliardi di euro, segnale di un disegno da parte di John Elkann che potrebbe coinvolgere il futuro del club calcistico.