VERONA - Non è solo l’ultima Fieracavalli di Luca Zaia da presidente della Regione (con il governatore che ci tiene a sottolineare di aver battuto anche Giancarlo Galan, «Lui quindici anni, io quindici anni e mezzo» e che comunque promette: «A Fieracavalli ci sarò sempre, anche se in qualche altro ruolo»). È soprattutto la manifestazione in fiera a Verona che precede la grande battaglia: qui gareggiano i cavalli, nelle urne la sfida sarà a colpi di schede: tra quindici giorni chi arriverà primo in Veneto tra Lega e Fratelli d’Italia? Di quanto sarà il distacco? E, ancora, quanto inciderà l’astensionismo?
Il colpo d’occhio è il palco con le autorità per l’inaugurazione di Fieracavalli, un’edizione - la numero 127 - con numeri record. Ma anche il palco dà l’idea della competizione, in questo caso tra alleati: tolto il sindaco del capoluogo scaligero Damiano Tommasi, esponente del centrosinistra, gli altri si suddividono tra FdI e Lega. C’è il ministro all’Agricoltura Francesco Lollobrigida (che alla domanda: chi vorrebbe come prossimo assessore all’Agricoltura in Regione Veneto, risponde netto: «Un uomo o una donna di Fratelli d’Italia»), ci sono i sottosegretari Giacomo La Pietra e Gianmarco Mazzi. Il resto è Carroccio: il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana, il vicepremier Matteo Salvini, il governatore Luca Zaia, il presidente della Provincia di Verona Flavio Massimo Pasini. E ha origini leghiste - ex parlamentare ed ex sottosegretario - anche il presidente della Fiera, Federico Bricolo. Davanti al palco consiglieri regionali e parlamentari: Luca De Carlo, Sergio Berlato, Ciro Maschio, Paolo Tosato, l’assessore Elisa De Berti. Qualche azzurro: il coordinatore veneto Flavio Tosi, il consigliere regionale Alberto Bozza. A tenere banco, più che le performance equestri, sono i sondaggi e in particolare il sorpasso del Carroccio sui meloniani. Pochi decimali - 23,6 contro 23,2 per Ipsos-Pagnoncelli, una forbice di 22-26 contro 21-25 per Demos Osservatorio Nordest - ma pur sempre sorpasso.







