VERONA - “Beauty in action”. Perché all’Arena di Verona la bellezza è in movimento, non si ferma mai. E dal teatro più antico d’Italia, più ancora del Colosseo, «esploderà una energia contagiosa». Parole di Alfredo Accatino, presidente di Filmmaster Events (già K-events), la società che ha avuto l’incarico dalla Fondazione Milano Cortina di preparare la cerimonia di chiusura dei Giochi olimpici. Da gennaio inizieranno i lavori: ci sarà un palcoscenico centrale, con una scenografia che prenderà ispirazione da una goccia d’acqua, simbolo di un ciclo naturale in continuo movimento che unisce montagna, pianura, città, laguna, mare e cielo. Dunque, “bellezza in movimento” sarà il titolo della cerimonia del prossimo 22 febbraio all’Arena di Verona. Sarà un po’ più breve del consueto, meno delle solite tre ore e mezza, ha anticipato il direttore creativo Adriano Martella, anche perché l’obiettivo è di fare della cerimonia una festa di tutti gli atleti. Non mancheranno gli ospiti, il primo a essere annunciato è l’étoile Roberto Bolle. Ci sarà musica e ci sarà spettacolo, con Stefano Ciammito che rileggerà l’opera lirica con sculture viventi: «E utilizzerò solo materiali riciclati».
Alla presentazione del tema della cerimonia, ieri pomeriggio al Teatro Filarmonico di Verona, c’erano il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il sindaco di Verona Damiano Tommasi, la sovrintendente della Fondazione Arena di Verona Cecilia Gasdia, il presidente della Fondazione Milano Cortina Giovanni Malagò con l’amministratore delegato Andrea Varnier. Se Zaia ha rivendicato la paternità dell’idea («Sono stato io a battermi per coinvolgere l’Arena, invece di Venezia abbiamo scelto Verona»), Malagò ha raccontato che alla sessione del Cio del giugno 2019 la proposta dell’Arena è risultata decisiva nella scelta di Milano Cortina sulla Svezia: «Come ha detto Luca, è stato proprio un “booster”». E ha confessato un auspicio: «Spero che alla cerimonia ci sia il presidente del Consiglio dei ministri». Per il sindaco di Verona, Damiano Tommasi, ex calciatore della Nazionale italiana, la possibilità anche di colmare un «rimpianto sportivo»: «Nel 1996 ero ai Giochi di Atlanta, ma non siamo stati invitati alla cerimonia perché due giorni dopo dovevamo giocare».







