TREVISO - «Qui a Treviso ho trovato una seconda famiglia: mi hanno trattata come una figlia, ed è anche grazie a loro che sono riuscita a laurearmi». La famiglia di cui parla Caroline, che di cognome fa Mendy, ha 29 anni ed è nata in Gambia, è quella formata sotto il tetto della canonica di Santa Maria del Sile da un prete, un professore del Canova, una ex maestra elementare e due dei loro 4 figli "naturali".

Si perchè di figli "acquisiti", lo sa tutta Italia ormai, Antonio Calò e la moglie Nicoletta Ferrara ne hanno anche altri: la coppia, nel 2015, in piena emergenza sbarchi, ha aperto le porte della propria casa di Povegliano a 6 richiedenti asilo africani, dando corso a quel concetto di "accoglienza diffusa" rimasto, piccole eccezioni a parte, solo sulla carta.

Antonio e Nicoletta, da qualche anno, si sono "trasferiti" nella canonica di don Giovanni Kirschner. E accanto alle attività sociali e umanitarie (Antonio è presidente della Fondazione Venezia per la Ricerca sulla Pace), hanno aperto le porte, di nuovo, al prossimo. Prima a studenti italiani, poi, come nel caso di Caroline, a stranieri. E in un paese che si spopola, hanno accompagnato una giovane studentessa alla specializzazione. «Ora voglio trovare lavoro qui» racconta Caroline pochi giorni fa proclamata da Ca' Foscari dottoressa in Sviluppo Globale e Imprenditorialità».