Sono previste diverse settimane, forse mesi, per la sentenza della corte suprema sulla legittimità dei dazi di Donald Trump.

Dall'udienza di ieri non è emerso solo lo scetticismo dei nove giudici, compresi quelli conservatori.

La corte ha esaminato anche l'eventuale processo per rimborsare miliardi di dollari di tariffe riscossi dall'amministrazione Trump, nel caso in cui stabilisse che i dazi sono illegali. "Come funzionerebbe tutto questo? Mi sembra che potrebbe essere un pasticcio", ha osservato la giudice Amy Coney Barrett, rivolgendosi a Neal Katyal, avvocato principale che rappresenta un gruppo di piccole imprese querelanti.

Katyal ha spiegato che solo le imprese direttamente coinvolte nel caso davanti alla Corte Suprema avrebbero diritto automatico a un rimborso nel caso in cui i dazi venissero annullati, precisando che gli altri dovrebbero probabilmente contestare i dazi attraverso un procedimento separato per reclamare quelli già pagati. "È una questione molto complicata. Deve esserci una protesta amministrativa", ha aggiunto, sottolineando che procedure di rimborso simili si sono spesso rivelate lunghe.

"Quindi, un pasticcio", ha replicato Barrett.