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Ultimo aggiornamento: 13:15
La Commissione europea ha avviato un’indagine antitrust formale per verificare se i colossi Deutsche Börse e Nasdaq abbiano violato le regole della concorrenza europea mettendosi d’accordo sulle strategie di quotazione, negoziazione e compensazione dei derivati finanziari sullo Spazio economico europeo (See). Strumenti finanziari come futures o opzioni, il cui valore dipende da un altro bene (azioni, valute, tassi, materie prime), usati da banche e investitori per coprirsi dai rischi o speculare sui movimenti dei prezzi. L’indagine servirà a verificare “se abbiano agito in collusione per evitare di competere”, ha segnalato la vicepresidente della Commissione Ue Teresa Ribera (foto), sottolineando che “una concorrenza leale è essenziale per il buon funzionamento dell’Unione dei mercati dei capitali, pilastro dell’innovazione, della stabilità finanziaria e della crescita in Europa”.
L’indagine avviata da Bruxelles si concentrerà sul sospetto che Deutsche Börse, la società di Francoforte che gestisce il mercato azionario tedesco, e il Nasdaq di New York, che gestisce mercati azionari e dei derivati in Europa e negli Stati Uniti, abbiano raggiunto accordi o pratiche concordate per non competere nello Spazio economico europeo sui derivati. Un comportamento che potrebbe violare le regole Ue contro i cartelli e le pratiche commerciali restrittive previste dall’articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e dall’articolo 53 dell’Accordo See. Secondo la Commissione, le due società potrebbero essersi suddivise la domanda, coordinate sui prezzi o scambiate informazioni sensibili di tipo commerciale, con il rischio di frammentare il mercato e incidere su prezzi, qualità dei servizi e corretto funzionamento del mercato unico.







