È morta questa mattina a Roma dopo una lunga malattia Anna Laura Braghetti, ex brigatista. Nata nella capitale il 3 agosto 1953, iniziò la militanza in Lotta Continua e divenne poi componente della colonna romana delle Br dove partecipò attivamente al sequestro di Aldo Moro. Ebbe lei l’incarico di acquistare un appartamento che sarebbe diventato poi la cella del presidente della Dc, fingendo di essere la fidanzata dell’ingegner “Altobelli”, il quarto uomo presente nell’appartamento inizialmente sconosciuto e che si scoprirà poi essere il brigatista Germano Maccari. La cella venne ricavata nella stanza dello studio, con un tramezzo fatto con blocchi di gesso, isolati da lana di vetro.
Dopo l’omicidio di Moro passò alla clandestinità e partecipò attivamente ad alcune delle più eclatanti azioni della colonna romana. Con un M2 sparò ad una volante durante l‘assalto della sede della Democrazia Cristiana in Piazza Nicosia nel 1979 e che costò la vita al brigadiere Antonio Mea, morto sul colpo, e all’agente Pierino Ollanu che morì poco dopo a seguito delle ferite riportate. Rimase ferito un terzo agente, Vincenzo Ammirata. Il fatto, avvenuto all’inizio della campagna elettorale per le elezioni politiche, dimostrò un’ulteriore crescita della lotta armata in Italia. Suo anche il primo proiettile che il 12 febbraio 1980 colpì e costò la vita a Vittorio Bachelet, vicepresidente del CSM, al termine di una lezione nella facoltà di scienze politiche della Sapienza.









