“Nonna, sono io, sono nei guai. Verrà un commesso delle Poste che deve portare un pacco a casa da te e lo deve lasciare. Tu devi dargli i soldi”. Inizia così un a truffa a Maria (nome di fantasia), un'anziana di 84 anni di Foggia, vittima del raggiro da parte di due uomini napoletani arrestati dai carabinieri. E' la stessa vittima a raccontare la sua storia.

“Era metà mattina quando mi squilla l'utenza fissa di casa. Dall'altro capo un giovane si presenta come mio nipote e mi supplica di aiutarlo. Mi dice che da lì a breve sarebbe passato da casa un commesso delle Poste a consegnare un pacco urgente e che avrei dovuto pagarlo. Gli chiedo la cifra e lui mi risponde che me l'avrebbe detta lo stesso dipendente una volta giunto a casa. Gli dico che non ho tanti soldi, ma lui, forse pensando di suscitare in me ancora più preoccupazione, mi passa il papà, ovvero quello che sarebbe dovuto essere mio figlio. La voce sembrava proprio quella di mio figlio”.

A quel punto, scatta l'ulteriore raggiro. “Mamma ci vogliono mettere in galera. Per favore, consegna quello che hai, anche gioielli nel caso, mi dice. Poi suona anche il mio cellulare contestualmente al campanello della porta. Vado ad aprire e un giovane si presenta come il postino e mi chiede se ho preparato il denaro, sollecitandomi di fare presto perché alle 14 sarebbe scaduto il tempo per consegnare il denaro e avere il pacco. Mentre al cellulare mi parla il presunto direttore dell'ufficio postale che sostiene di essere sotto casa in attesa dell'impiegato. Prendo quello che ho in casa in quel momento, oggetti in oro a me cari e mille euro in contanti e chiudo in un sacchetto e consegno al giovane che mi dice che giù lo sta aspettando appunto il direttore delle Poste. Poi sono sopraggiunti i carabinieri che li stavano già pedinando e li hanno bloccati”.