Le dimensioni ricordano quelle di una cella o di una cantina, nemmeno una stanza d’hotel è così piccola. Dell’estetica non stiamo nemmeno a parlarne. Eppure, c’è chi a Bologna ha avuto la sfrontatezza di mettere in affitto dieci metri quadrati alla modica cifra di 490 euro al mese, più le spese (altri 40 euro). L’annuncio è comparso su un notissimo sito che si occupa di compravendita e, appunto, locazioni, con la coraggiosa definizione di «mini monostanza indipendente», dettagliato come «monolocale buono stato, piano terra». L’inserzione non poteva passare inosservata e così, la segnalazione è giunta alla cooperativa sociale bolognese Piazza Grande per le persone senza fissa dimora e che ha tra i suoi obiettivi la lotta all’emergenza abitativa nella città emiliana.

Emergenza affitti, non ci sono case per famiglie. Studenti e turisti si son mangiati il mercato

La cooperativa ha pubblicato un post sulla sua pagina Facebook nel quale stigmatizza l’ennesimo abominio immobiliare che prende per il collo chi cerca un posto in cui vivere e che a Bologna spesso sfrutta le necessità degli studenti fuori sede che affollano la località: «A Bologna, nel cuore del Centro Storico, spunta un annuncio che è quasi impossibile prendere sul serio: una “mini monostanza indipendente” di soli 10 m² viene venduta come soluzione abitativa ideale». E ancora: «Il testo promette “massimo comfort” con letto singolo, bagno e riscaldamento autonomo. Ma la verità è chiara: 10 m² non sono una casa, e presentare questo spazio come abitabile significa per noi speculare sul bisogno di casa. «È la prova concreta –denunciano – che vivere dignitosamente è diventato un privilegio, e denunciare situazioni come questa è il primo passo per non abituarsi all’assurdo».