Dopo aver provocato l'incidente, ricostruisce il gip, il 28enne ha fumato una sigaretta sul posto, per poi allontanarsi senza prestare soccorso né agli agenti investiti, né agli altri passeggeri dell'auto da lui guidata. Per il giudice l'indagato ha tenuto una condotta caratterizzata da un "livello di colpa elevatissima", essendosi posto alla guida dell'auto "sotto l'influenza dell'alcol e della cocaina, essendo risultato positivo alla cocaina e avendo un tasso alcolemico superiore ai livelli consentiti, e avendo viaggiato a velocità elevatissima, nonostante alcuni dei passeggeri dell'auto dallo stesso condotta lo avessero più volte invitato a moderare la velocità". Severino, assistito dall'avvocato Domenico Dello Iacono, ha ammesso di essersi messo alla guida in stato di alterazione per uso di alcol ma ha sostenuto di non aver assunto stupefacenti. Il legale presenterà istanza al riesame per l'ottenimento degli arresti domiciliari. "Chi ha sbagliato pagherà", ha detto la moglie dell'agente, Eliana Donadoni, dopo i funerali celebrati nella chiesa cristiana evangelica Adi in via Fra' Gregorio Carafa, a Napoli, alla presenza del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e del capo della Polizia Vittorio Pisani.