Se n’è andato oggi il professor Pierluigi Baima Bollone, l’insigne medico legale che cercò di sposare il rigore scientifico e la fede nella Sindone di Torino. Nato a Torino il 23 aprile 1937, la sua vita racconta la storia di uno scienziato che ha sempre cercato di mantenere il rigore metodologico. Anche quando le sue ricerche sollevavano questioni che trascendevano la semplice medicina forense.

Una cattedra dedicata alle ombre del passato

Nel 1972, Baima Bollone assunse la cattedra di Medicina legale all'Università di Torino, dove rimase ordinario di disciplina per oltre trent'anni. Il suo Manuale di Medicina legale venne adottato nelle principali università italiane, contribuendo a formare generazioni di studenti, magistrati e investigatori.

Le sue competenze nel campo della medicina forense gli valsero incarichi come consulente tecnico in procedimenti giudiziari, dove applicava la sua scienza nel ricostruire dinamiche di morte e eventi criminali. Con questa esperienza arrivò anche l’incarico che cambierà per sempre la sua traiettoria scientifica: la Sindone di Torino.

Nel 1978 il contatto che lo vincolò alla Sindone