"Dopo anni di crescenti violazioni dei diritti umani da parte della cosiddetta Guardia Costiera libica nel Mar Mediterraneo, 13 organizzazioni di ricerca e soccorso hanno costituito la Justice Fleet, sostenuta dal Centro europeo per i diritti costituzionali e umani e dall'organizzazione Refugees in Libya.
L'alleanza ha deciso di interrompere le comunicazioni operative con il Centro congiunto di coordinamento dei soccorsi di Tripoli (Jrcc)", annunciano le Ong che - spiegano - continueranno quindi operare nella ricerca e soccorso senza tuttavia alcuna comunicazione con il centro di coordinamento libico.
In conformità con le decisioni ufficiali, le organizzazioni classificano la cosiddetta Guardia Costiera libica come "un attore illegittimo in mare". "Il Jrcc Tripoli, che coordina le violenze perpetrate dalla cosiddetta Guardia Costiera libica, non può essere considerato un'autorità competente.
La Libia non è un luogo sicuro per i rifugiati. Inoltre, il Jrcc di Tripoli non soddisfa gli standard internazionali: non è raggiungibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, manca di capacità linguistiche e non dispone di infrastrutture tecniche adeguate per coordinare le operazioni di soccorso", si legge nella nota delle Ong originarie di Germania, Italia, Francia e Spagna. A istituire l'alleanza sono infatti le seguenti organizzazioni: CompassCollective, Louise Michel, Mediterranea Saving Humans, Mission Lifeline, Pilotes Volontaires, Resqship, r42 - sail and rescue, Sea-Eye, Sea Punks, Sea-Watch, Salvamento Marítimo Humanitario, SOS-Humanity and Tutti gli occhi sul Mediterraneo.






