Genova – Un rapporto quasi morboso, quello di Attilio Lombardo con il pallone. Ce l’ha sempre tra i piedi e, a discapito dell’aspetto da distinto signore, il suo tocco tradisce puntualmente un passato da professionista di altissimo livello. E anche ieri, al suo secondo giorno della sua seconda esperienza come parte dello staff tecnico della Sampdoria (dopo la parentesi a guidare la squadra con Evani verso l’insperata salvezza via playout nella scorsa stagione, chiusa con l’amarezza della mancata conferma in panchina), la palla è stata la migliore amica di Attila per tutta la durata dell’allenamento. Un ritorno, quello di Lombardo, al centro del dibattito da parte della tifoseria doriana in questa difficile (ennesima) settimana che segue una bruciante sconfitta e che precede una partita thriller da non sbagliare, a Venezia. Con una mossa a effetto il club ha deciso di ufficializzare il suo ingaggio esattamente a 15 minuti dal calcio d’inizio di Samp-Mantova, prima con un comunicato accolto dal Ferraris con un applauso e poi mostrandolo in tribuna con tanto di sciarpa blucerchiata, scatenando il tripudio dello stadio proprio mentre gli altoparlanti facevano partire “Lettera da Amsterdam”, cantata a squarciagola dai rincuorati sostenitori doriani. Ma il climax di entusiasmo è stato bruscamente interrotto dal gol di Ruocco. Che, da mossa ad effetto riuscitissima, ha trasformato l’arrivo di Lombardo, agli occhi della piazza, nel “capro espiatorio”, nel “parafulmine” per calmare gli animi degli infuriati tifosi. Teoria suffragata (involontariamente o meno) dal video postato dal club sui social lunedì, dopo la sconfitta col Mantova, che mostrava proprio il momento dell’annuncio di Popeye la sera precedente, accolto da commenti molto negativi: “Pensate di farci stare buoni?”. E poi: “Tempismo sbagliato”. E ancora: “Adesso abbiamo 3 allenatori”. Proprio quest’ultimo aspetto si è preso la scena con prepotenza nelle chiacchiere da bar a tinte blucerchiate. Che ruolo avrà Lombardo? Potrebbe portare confusione nella gestione della squadra affidata a Foti con la collaborazione di Gregucci? Andiamo con ordine: se Foti è formalmente vice e Gregucci l’allenatore responsabile (già collaboratore nello scorso finale di stagione di Evani e Popeye), Lombardo è stato assunto ufficialmente come collaboratore tecnico. Stessa carica ricoperta da Nicola Pozzi. E infatti, per la maggior parte dell’allenamento di ieri, Lombardo si è comportato da pari ruolo dell’ex centravanti. Nelle esercitazioni sui tiri in porta forniva sponde ai calciatori che andavano al tiro e nelle partitelle a campo ridotto rimetteva il pallone in gioco quando usciva, così come faceva anche Pozzi. In sottofondo le urla di Foti, mentre Gregucci restava sempre silente e un po’ staccato dal resto dello staff a mo’ di “supervisore” (e in effetti lo si può definire a tutti gli effetti un esperto tutor di Lillo). A tratti, però, Attilio si è messo in evidenza rispetto agli altri, dirigendo lui stesso alcuni possessi palla in piccole porzioni di campo con porticine. Lui in prima fila, Foti sempre a dare indicazioni a gran voce ma in disparte. «Uno, due, tre, quattro», contava i passaggi Lombardo, ordinando poi: «Andiamo a fare gol», quando i giocatori raggiungevano il numero di tocchi consentito per tirare. In un altro momento ha mostrato a Pozzi come far svolgere un determinato esercizio. A fine allenamento, poi, un vigoroso cinque a tutti quanti i calciatori e alla dirigenza a bordocampo. Insomma, Lombardo appare come un “collaboratore con deleghe”, consentitegli dal suo curriculum e dalla sua profonda conoscenza della piazza. In continuità col tipo di contratto che ha sottoscritto: fino al 30 giugno 2028, più lungo del resto dello staff. Come dicono in Nba per il senso di appartenenza, un vero uomo-franchigia.