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Ultimo aggiornamento: 9:58

Non soltanto i teatri di conflitto ormai noti, come l’Ucraina, quelli per troppo tempo ignorati o dimenticati, come il Sudan, o il genocidio a Gaza. “Tutte le guerre del mondo“, il libro scritto da Sofia Cecinini ed edito da Paper First, presenta al lettore trentuno tra guerre, situazioni conflittuali e potenziali scenari di scontro in tutte le regioni del mondo. “Il filo rosso che li lega è il passaggio dal modello unipolare governato dalla potenza degli Usa a un nuovo scenario multipolare”, ha spiegato l’autrice, cofondatrice e vicedirettrice di sicurezzainternazionale.com, nel corso della presentazione a Roma, alla libreria Feltrinelli di via Appia, insieme al direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio. E ancora: “Gli Stati Uniti dopo 30 anni riprenderanno i test nucleari, la Russia di Putin ha rilanciato una dialettica legata all’atomica. Se nel corso della Guerra fredda c’erano dei canali di comunicazione più forti di quelli odierni, oggi l’ambiente è meno sicuro: mai come oggi è tornato lo spettro della guerra nucleare”.

Il libro è suddiviso in 7 capitoli. Il primo capitolo, dedicato all’Europa, include: Russia-Ucraina; Armenia-Azerbaigian; Kosovo- Serbia; Georgia; Moldavia e Transnistria. Il secondo capitolo, dedicato al Medio Oriente, comprende invece: Gaza, Israele-Hamas, con un approfondimento sulla crisi nel Mar Rosso; Siria; la Guerra dei 12 giorni tra Israele e Iran; Israele-Libano; Iraq; Yemen. Il terzo capitolo è invece dedicato all’Africa, include: Libia; Sudan; Repubblica Democratica del Congo; Etiopia; Somalia; Repubblica Centrafricana; Mozambico; la minaccia del terrorismo jihadista nel Sahel. “Abbiamo avuto diversi colpi di Stato negli ultimi anni, dal Burkina Faso al Mali, passando per Niger, Gabon e Guinea: abbiamo assistito a un vero e proprio divorzio dall’Europa, dalla Francia e dagli Usa, a vantaggio di Cina e Russia. Anche il governo sudanese ha firmato un accordo con Mosca. Oggi a causa del conflitto in Sudan si rischia di ripetere quanto avvenuto in Libia, con la spaccatura in due del Paese”.