Gianmarco Giorda, direttore generale dell'Anfia (l'associazione dei produttori italiani dell'automotive), ieri la Ue ha confermato che un fine anno potrebbe rivedere il blocco per le motorizzazioni endotermiche al 2035, «ispirandosi ai principi di neutralità tecnologica» . Intanto è massima la confusione sui modelli da scegliere.

«Seguire un approccio tecnologicamente neutro significa lasciare spazio, prima di tutto nel processo di decarbonizzazione della mobilità di qui al 2035, al contributo che anche altre tecnologie, diverse dall'elettrico puro, possono dare alla riduzione delle emissioni di CO2. Tra queste tecnologie ci sono anche le vetture ibride plug-in (Phev) ei veicoli ad autonomia estesa (Reev), essenziali per l'ambiente e per l'industria europea in questo momento di transizione».

Gli effetti per l'industria?

«Queste tecnologie, oltre a essere oggi più richieste dal mercato rispetto ai veicoli elettrici, se mantenute anche dopo il 2035 consentirebbero di far sopravvivere la tecnologia dei motori a combustione interna, rinnovandola e al contemporaneo salvaguardando i livelli occupazionali della filiera industriale.

Alcuni costruttori paventano che le rigidità europee li spingeranno a produrre fuori dalla Ue.