Roma, 4 nov. (askanews) – “Una manovra così è una batosta per l’agricoltura, vanificando il credito d’imposta per il settore. Non c’è niente nella legge di Bilancio 2026 che aiuti davvero il comparto, a cominciare dall’art. 26 che impedisce la compensazione dei crediti di imposta con i contributi previdenziali e assistenziali, di fatto principale occasione di recupero per le imprese agricole”. A dirlo, annunciando emendamenti, è il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, oggi in audizione al Senato, davanti alle commissioni Bilancio riunite.
Non piace quindi a Cia l’approccio di questa manovra, tradisce chiaramente un patto con gli agricoltori prima incentivati ad ammodernare, e quindi investire, ma poi lasciati senza possibilità vera di recuperare le spese. Oltretutto nella legge di Bilancio, sottolinea Cia, è insufficiente per il comparto anche il nuovo credito d’imposta, previsto per investimenti in beni strumentali per il settore (art. 96). Nell’apprezzare gli intenti del Governo su tale misura, si sottolineano le esigue risorse finanziarie stanziate, appena oltre i 2 milioni di euro, nonché il carico burocratico e gli eccessivi adempimenti necessari alla sua attuazione.






