La proroga significa che, ai fini dell'applicazione del regime Forfettario nel 2026, il contribuente dovrà verificare di non aver superato i 35.000 euro di reddito dipendente o assimilato nel 2025

Finisce lo smart working agevolato

Il regime dei cosiddetti Forfettari vede confermata in via eccezionale anche per il 2026 la soglia innalzata dei redditi da lavoro dipendente o pensione che ne consentono l'accesso e la permanenza. Il Disegno di Legge di Bilancio 2026, attualmente in discussione, interviene per prorogare il limite a 35.000 euro, evitando così il ritorno automatico alla soglia ordinaria di 30.000 euro che sarebbe scattata dal 1° gennaio.

La misura, già introdotta in via temporanea dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024) per il solo anno in corso, viene quindi estesa per un ulteriore anno. Si tratta di una decisione con ricadute dirette su una platea significativa di contribuenti: tutti coloro che, pur avendo un lavoro dipendente o una pensione, desiderano avviare o proseguire una seconda attività in Partita Iva. Senza la riproposizione dell'innalzamento a 35.000 euro, la soglia sarebbe tornata in automatico al limite inferiore, precludendo l'accesso al regime agevolato a quei professionisti con un reddito stabile superiore ai 30.000 euro.