Ha affrontato il processo di fronte alla Corte di Assise, anche se per un perito «è totalmente incapace di intendere di volere». Dunque neppure imputabile.

Non può certo sorprendere, quindi, che la Corte presieduta da Massimo Cusatti abbia assolto Simone Monteverdi, il giovane di 22 anni che il settembre dello scorso anno ha ucciso a colpi di forbici la nonna Andreina Canepa a Chiavari, in quanto «non imputabile per vizio totale di mente».

Del resto tutti i tre consulenti interpellati sulla tragedia - oltre a quello del gip, l’esperto della difesa e dell’accusa - concordano sul fatto che il ragazzo sia malato, e debba rimanere dove è oggi, in una struttura sanitaria protetta. Dove vive in quanto considerato socialmente pericoloso. La Corte ha stabilito che dovrà restare nella Rems di Genova Pra’ , sottoposto a un percorso di cura, per un periodo «non inferiore ai dieci anni».

Anche la pm Francesca Rombolà aveva chiesto l’assoluzione. Secondo l’avvocata Ilaria Tulino, che difendere il ragazzo, «tutto è molto complicato, me ne rendo conto. La famiglia ha vissuto un duplice lutto, una duplice tragedia. Ha perso un'anziana donna, che era la mamma, la nonna materna, e ha perso al contempo anche un giovane uomo, un ragazzo di 19 anni, ha visto per sempre cambiare la sua vita».