Come si misurano le startup di intelligenza artificiale? E i giovani imprenditori dell’Ai? Sono diversi da quelle digitali dell’era della New Economy? Sicuramente sì, ma se cercate qualcuno a cui girare queste domande per avere una risposta più efficace di quella che vi darebbe ChatGPT, allora il consiglio è di ascoltare quello che hanno da dire i venture capital, cioè chi di mestiere investe in startup. Follow the money, per usare uno slogan.
Ma prima, due numeri di contesto li fornisce Stefano Molino, Senior Partner e Responsabile Fondo Acceleratori, CDP Venture Capital, intervenuto a Torino all’evento Open Innovation Summit della settimana scorsa.
«Noi guardiamo i dati – premette –: nel 2024, a livello globale, circa il 33% degli investimenti, per un ammontare che supera i 110 miliardi di dollari, sono stati destinati a startup che sviluppano tecnologie d’intelligenza artificiale». Di questi, solo una piccolissima parte – 13 miliardi – in Europa, nonostante le numerose iniziative lanciate dall’Ue come InvestAI, che intende mobilitare 200 miliardi di euro per creare infrastrutture avanzate per l’Ia, potenziando la capacità computazionale e promuovendo un’economia europea più forte.








