Con l'Italia che accelera verso il cashless, il legislatore ha previsto un armamentario di pene per chi non si adegua, che spaziano dalle sanzioni pecuniarie significative fino alla temuta sospensione della licenza commerciale

Un pagamento mediante pos (immagine d'archivio)

L'Italia si prepara a voltare pagina nella gestione dei corrispettivi. Dal prossimo gennaio, entra in vigore una delle misure più incisive della Legge di Bilancio 2025: l'obbligo di collegamento telematico tra terminali Pos e registratori di cassa. Non è solo un adempimento burocratico, ma il pilastro di una nuova e più severa stretta antievasione, volta a garantire l'assoluta coerenza tra gli scontrini emessi e i flussi di pagamento elettronico.

Questa disposizione arriva in un momento di svolta epocale per le abitudini di consumo degli italiani. Secondo i dati forniti dall'Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, il 2024 ha segnato un sorpasso storico: per la prima volta, il valore complessivo dei pagamenti digitali ha superato quello del contante. Con 481 miliardi di euro transati con strumenti elettronici, in crescita dell'8,5% rispetto all'anno precedente, e con una quota di mercato che tocca il 43% dei consumi, il Paese è lanciato in una direzione sempre più cashless. Un trend confermato dal boom del contactless, che oggi copre quasi il 90% delle transazioni elettroniche, con un transato che ha raggiunto i 291 miliardi di euro e un incremento del 19%.