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Il tycoon: "Non valuto l’invio". Mosca: "Quasi presa Pokrovsk". Ma l’Ucraina nega

Non quello del meteo, ma quello della guerra. Con una mossa che sa di gelo strategico, Downing Street ha consegnato a Kiev un nuovo lotto di missili Storm Shadow, ordigni capaci di penetrare a fondo nel territorio russo e di riscrivere forse le mappe del fronte. La fornitura serve a garantire che l'Ucraina disponga di scorte sufficienti nei mesi più duri, quando il freddo rischia di congelare anche le linee di rifornimento e di logorare la resistenza civile. A Washington, invece, Trump frena: «Per ora non sto valutando l'invio di missili Tomahawk», dice il presidente americano, lasciando intendere che la linea rossa sull'escalation resta ancora tracciata, seppur con il gesso consumato.

Sul terreno continua la battaglia per Pokrovsk, uno dei fronti più caldi del conflitto. Mosca afferma che le proprie truppe stanno avanzando dentro la città e che la zona di Prigorodny sarebbe già stata liberata e fortificata. Il Ministero della Difesa russo parla di «formazioni ucraine circondate e di massicci attacchi notturni». Kiev ribalta la situazione e rivendica di aver fermato l'espansione russa e mantenuto aperta la strada che collega Pokrovsk a Rodynske, impedendo al nemico di tagliare i rifornimenti.