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Massiccia e larga, ma così fragile. Nel XVII secolo fu colpita da due sismi e restaurata
Massiccia, larga, possente, eppure fragile. Petrarca la definì: "Turris illa toto orbe unica", unica al mondo. Per tragica ironia costruita più o meno sull'area che, in epoca romano repubblicana, era stata il tempio della dea Tellus, divinità che proteggeva dai terremoti e dai crolli.
La Torre dei Conti in Largo Corrado Ricci a Roma, crollata parzialmente ieri mattina, è un classico esempio delle case-torri che caratterizzano molte delle città italiane e anche la capitale. Dimore e fortezze delle famiglie più potenti delle città comunali nella Città dei Papi appartenevano per lo più alle potenti famiglie baronali e alle autorità ecclesiastiche. Nello specifico la Torre dei Conti fu costruita per volere di Pietro dei Conti di Anagni sfruttando i resti di una delle quattro esedre del Tempio della Pace, voluto da Vespasiano nel 71 d.C., un riutilizzo iniziato già nel IX secolo, quando la vita della città di Roma era molto turbolenta e il pericolo saraceno tutt'altro che remoto: nel 846 venne saccheggiata anche San Pietro.







