Finalmente i dati. Pur sempre relativi ma importanti. Validati dal Ministero dell’Interno ma forniti con tempistiche interminabili. Si tratta delle statistiche sulla delittuosità del 2024. Riguardano le denunce dei cittadini alle forze dell’ordine. E da queste trasmesse alla magistratura. Da sempre il riflesso e il risultato di un processo complesso. Che si confronta con una percentuale di fatti e comportamenti illegali non sempre denunciati e che rientrano nel cosiddetto “numero oscuro”. Tuttavia, il flusso delle denunce associate ai differenti reati fa capo a un processo rodato ma segnato da imperfezioni che sarebbe il caso sanare. Dal 2004, l’elenco dei 75 delitti, fornisce un quadro in cui non sono comprese le tipologie dei: “maltrattamenti in famiglia”, dello “stalking”, solo per citarne alcuni, mentre il reato di “truffe” - una delle reali criticità liguri - necessiterebbe una disaggregazione specifica, come prevista per le macro aree degli “omicidi”, dei “furti” e le “rapine”.
Le raccomandazioni metodologiche che richiede la lettura di un dato statistico sono infinite. Ci si limiterà ad elencarne solo alcune. Le variazioni percentuali necessitano di misurazioni cadenzate negli anni. Prima che un aumento o una diminuzione facciano tendenza occorre che i dati siano testati in uno spazio minimo di tre anni. Migliore se riferito a un quinquennio. Ideale per precisione quello decennale. Tale regola si applica di più nel caso dei reati di strada: furti, rapine, violenze e danneggiamenti. Illustrare una variazione non significa che dietro a quel numero si nascondono più autori di reato. Nello spazio di un anno, talvolta anche di più, la reiterazione di uno o più delitti è consuetudine per molti di coloro che ne sono autori. Una terza considerazione riguarda l’intensità delle variazioni registrate. L’aumento o la diminuzione di soglie minime, il 5, il 10 o il 15%, dicono poco o nulla di una reale mutazione. Percentuali limitate possono variare in base a una serie di agenti esterni o a una convergenza di fattori: un maggiore dislocamento delle forze di polizia in un’area o in crocevia urbano in tempi prolungati, per via di presidi informali da parte di gruppi organizzati oppure di comitati cittadini dediti al controllo di vicinato. Fatte salve alcune delle indicazioni metodologiche più importanti, quali informazioni offrono le statistiche dell’anno scorso, contigue alla radiografia ventennale già in corso?









