Milano, 03 nov. (askanews) – Un consumatore nomade, sempre meno fedele a un brand o a una insegna, ma condizionato da una capacità di spesa in contrazione che impone maggiore oculatezza nei consumi. E’ questo lo scenario emerso dal webinar “Nuovi consumatori, nuove sfide: i segnali del cambiamento nella grande distribuzione”, organizzato da GS1 Italy in ambito ECR e in collaborazione con Circana, che ha messo in luce come i fatturati nella distribuzione moderna nel largo consumo confezionato siano aumentati sotto la spinta congiunta di volumi (+2,2%) e inflazione (+1,4%). “Sicuramente in questo momento stiamo assistendo a un consumatore che sta focalizzando buona parte dei propri acquisti su categorie essenziali per un consumo settimanale, un consumo possiamo così dire giornaliero – spiega Corina Passaro, senior retail director di Circana – mentre sta facendo delle scelte più differenzianti su categorie meno essenziali”.
Per i retailer questo significa avere un assortimento tale da garantire la risposta alle esigenze del consumatore in quel momento, cercando di offrire servizi sempre più elevati: “La reazione che vediamo è un aumento del livello d’attenzione rispetto ai livelli di servizio lungo tutta la filiera – afferma Giuseppe Luscia, Ecr senior project manager di GS1 Italy – insieme all’incertezza c’è anche una forte liquidità nel comportamento del consumatore che dimostra meno fedeltà all’insegna e alla marca, è più facile a cambiamenti e l’out of stock può diventare una delle ragioni per cui il consumatore si orienta non solo verso insegne, ma addirittura verso canali diversi”.







