“Non abbiamo assetti a sufficienza”. Quando questa mattina da Mediterranea hanno segnalato l’ennesimo barchino in difficoltà, dalla Guardia costiera di Lampedusa hanno potuto solo allargare le braccia.

Il mare è pieno di tinozze sempre più precarie, navi e motovedette già impegnate, le richieste di aiuto innumerevoli e allora è toccato alla flotta civile intervenire. E per Mediterranea, la nave dell’omonima ong tornata in missione dopo l’annullamento del fermo con cui il Viminale l’aveva bloccata, è arrivata la terza operazione di soccorso in meno di ventiquattro ore. Era un barchino di vetroresina malconcio, arrivato quasi davanti a Lampedusa, ma così stracarico da rischiare a ogni onda.

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di Alessia Candito

“Stavamo facendo rotta verso Nord, quando abbiamo ricevuto diverse segnalazioni da Alarm Phone e dall’aereo civile di osservazione Seabird di Sea-Watch”, spiegano da bordo. Per questo è stata contattata la Guardia costiera di Lampedusa e poi il centro di coordinamento nazionale del soccorso marittimo a Roma per comunicare la disponibilità a intervenire.