Nella bicromia alternata delle sue fasce di marmo e selce, la Torre dei Conti è, assieme alla Torre delle Milizie, la più alta di Roma. Struttura di età medievale, è stata edificata inglobando alla base una delle quattro esedre in opera quadrata di tufo del Foro della Pace, costruito fra il 71-75 d.C. sotto Vespasiano. La Torre, in origine alta sessanta metri, venne costruita per volontà di papa Innocenzo III, nato Lotario dei conti di Segni, e per questo l’edificio è noto con il nome delle casata dei Conti di Segni.
Il primo nucleo risale al IX secolo, ma è 1203 che il pontefice la farà ampliare per il fratello Riccardo e per la sua famiglia, trasformandola in residenza fortificata: un’alta casa torre, ben difesa, in grado di offrire protezione dai nemici e di garantire una postazione di vedetta, svettante dall’alto della città.
Torre dei Conti, il secondo crollo ai Fori Imperiali
Forte era anche il suo significato simbolico, un tangibile segno del potere papale.Il paesaggio urbano di Roma era punteggiato, all’epoca, da numerose torri e, nel punto in cui ancora si innalza la Torre dei Conti, sorgeva una vera e propria linea fortificata che la univa alla Torre delle Milizie. Correndo lungo le pendici del Quirinale, la linea fortificata vedeva l’insediamento dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, l’ordine monastico-militare dell’Ordine di Malta, le Torri del Grillo e Colonna e il Castello delle Milizie."Turris illa toto orbe unica”, la definisce Petrarca nel Trecento in una lettera, “unica al mondo", ma la sua unicità né la sua struttura fortificata, poterono proteggerla da terremoti e crolli.













