Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

3 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 10:48

“Agostino Ghiglia non può più stare lì”. Dopo le ultime rivelazioni sull’incontro tra l’esponente del Garante della privacy e Arianna Meloni poco prima della multa a Report, le opposizioni tornano a chiederne le dimissioni. Per il Pd “è venuta meno – se mai è davvero esistita – la credibilità e l’autonomia dell’attuale governance dell’Autorità”. Mentre il M5s si chiede come faccia la sorella di Giorgia Meloni ” a continuare a stare zitta”: “Anche oggi parlerà domani?”. Il presidente emerito della Corte costituzionale ed ex esponente del Garante Ugo De Siervo, intervistato da il Fatto quotidiano, dice che il Garante si “è trasformato in un organo politico e deve dimettersi”.

Nelle scorse ore, proprio Ghiglia ha cercato di fermare la messa in onda della puntata. Che però è stata comunque trasmessa. “La gestione dell’Autorità”, dicono i componenti Pd della commissione di vigilanza Rai, “appare segnata da scelte condizionate da appartenenze politiche e da decisioni assunte non nell’interesse generale, ma per rispondere a logiche di schieramento e per accontentare amici o compagni di partito. Si tratta di una situazione che mina profondamente la fiducia nelle istituzioni e nel loro ruolo di garanzia”. E “di fronte a tali evidenze, senza entrare nel merito delle eventuali responsabilità penali che questi comportamenti potrebbero aver determinato, riteniamo necessario un gesto politico: un passo indietro, chiaro e netto, da parte di chi oggi riveste ruoli di responsabilità all’interno dell’Autorità”. E’ l’unico “atto di responsabilità si potrà ricostruire la credibilità e la fiducia che tale istituzione merita”.