«Queste opere sono parte della biografia sentimentale della attuale generazione di adulti italiani». Lo ha detto il Ministro della Cultura Alessandro Giuli visitando a Lucca la mostra «Tetsuo Hara – Come un fulmine dal cielo» a cura di Alessandro Apreda dedicata all’opera del creatore (nel 1983) di “Ken il guerriero”, eroe che combatte in un mondo postapocalittico. Il grande mangaka (fumettista giapponese) è stato probabilmente l’ospite più acclamato a Lucca Comics & Games appena chiuso, l’affollatissima conferenza stampa (nella quale erano presenti figure istituzionali non solo italiane come il parlamentare e fumettista giapponese Ken Akamatsu, autore della serie I Love Hina) sembrava quasi un raduno di fanboy, cresciuti con il manga e l’anime (la serie animata) di Kenshiro (storicamente in Italia è arrivato prima l’anime, nel 1987, e poi il manga, nel 1990).

Influenze che però sono reciproche: al centro della mostra lucchese, che ripercorre oltre quarant’anni di attività di Hara dalla saga di “Hokuto no Ken” (“Ken il guerriero”) al prequel “Ken – Le origini del mito” al manga storico “Keiji il magnifico”, c’è infatti la tela «Il Salvatore nell’Arena», un omaggio di Hara all’arte italiana.