In principio era il fuoristrada, così spiegato dallo Zingarelli edito nel 1970: «autoveicolo che, per le sue speciali caratteristiche, può essere usato per la marcia su terreni impervi, il guado su corsi d'acqua, il superamento di notevoli pendenze e ostacoli naturali». Nello storico dizionario la definizione del termine, penetrato anche in albanese (fuoristradë) con tanti altri italianismi, sarebbe poi mutata più volte, con l’estensione alle due ruote e la sopravvenuta promozione stradale del mezzo: «autoveicolo o motoveicolo con speciali caratteristiche tecniche di robustezza, capacità di aderenza al suolo e facile maneggevolezza, impiegato anche fuori delle normali carreggiate stradali» (loZingarelli 2025). Da fuoristrada avrebbero poi tratto origine fuoristradista e fuoristradistico (Giovanni Adamo e Valeria Della Valle, Neologismi quotidiani. Un dizionario a cavallo del millennio. 1998-2003, Firenze, Olschki, 2003, p. 437): «L’Experience 99 è stata anche l’occasione per provare su un percorso fuoristradistico eccezionale la Land Rover Defender 1999» (“Corriere della Sera”, 19 aprile 1999, sezione Motori).
Di suv (acronimo dell’inglese Sport Utility Vehicle ‘pratico veicolo sportivo’), all’inizio circolante con una certa frequenza anche nella forma sport utility, si è cominciato a parlare in modo diffuso a partire dagli anni Novanta, in coincidenza con la raggiunta popolarità del veicolo. Se i precursori dei moderni suv vengono perlopiù individuati in tre autoveicoli americani, lo Scout 80 (1960), prodotto dalla International Harvester, la Jeep Wagoneer (1963) e la Ford Bronco (1965), la prima progenitrice europea dei suv attuali è ritenuta essere la britannica Range Rover (1970).










