Il giornalista sportivo Amedeo Goria è sul piede di guerra. L’oggetto del contendere è un’opera di Giorgio de Chirico “La storia di Venezia”, olio su tela, 30 per 40 centimetri. Goria sostiene, prove alla mano, che l’opera sia stata sottratta al padre nel 1969 per poi essere battuta all’asta da Christie’s per 35mila sterline. Il giornalista sostiene anche che il suo valore sarebbe “almeno il triplo”. L’avvocato Paolo Mendolicchio che assiste Goria ha annunciato il prossimo due aprile è stata fissata l’udienza.

Ma cosa è accaduto esattamente? Gli investigatori hanno cerca di ricostruire tutti i passaggi della tela. Dopo il “furto” del 1969, il quadro riappare dopo 50 anni con uno strato di vernice messo da chi lo ha nascosto per far sì che non venisse riconosciuto dagli esperti. Chi lo ha preso poi lo ha fatto restaurare per poi farlo autenticare a Roma. Nonostante il restauro, l’opera d’arte non era a quanto pare in condizioni ottimali, ma nonostante questo nel 2010 la casa d’aste Christie’s lo ha preso per farlo poi certificare dalla Fondazione de Chirico. Ma quest’ultima lo ha rispedito al mittente: “L’opera era stata alterata per renderla irriconoscibile. Occorreva dunque ripristinare”a.