Dopo un lungo preambolo sul sessantotto e le sue conseguenze benefiche sull’opinione pubblica, avverte anche che ciò che aveva scatenato il movimento, potrebbe generare oggi un nuovo oscurantismo e derive ideologiche tutt’altro che sane: “Oggi il rischio è, almeno ai miei occhi, un nuovo tipo di oscurantismo. Mi riferisco alla riduzione della sessualità a fenomeno da spiegare, classificare, amministrare. Ma anche alla sua colonizzazione da parte di ideologie diversamente identitarie che pretendono di racchiudere il suo mistero all'interno di categorie fatalmente rigide”.