Dal nostro corrispondente
NEW DELHI - Secondo le stime del Fondo monetario internazionale, a fine anno il Giappone cederà all’India il quarto posto nella classifica delle più grandi economie mondiali.
Per un Paese pur avviato da tempo a un dolcissimo declino, il passaggio di consegne – nel suo cristallizzare il ridisegno delle gerarchie globali – dovrebbe essere traumatico. Invece basta guardare agli indici di Borsa per rendersi conto che in questo 2025 nulla sembra poter scalfire la fiducia degli investitori nell’economia giapponese.
Oggi il Nikkei 225 ha messo a segno un rialzo giornaliero del 2,12%, mensile del 16,6% (non succedeva dal gennaio del 1994) e ha chiuso la seduta a 52.411,35 punti, il livello più alto di sempre. Per mettere a fuoco i motivi di questa corsa bisogna guardare in tre direzioni: intelligenza artificiale, politica economica e politica monetaria.
«Il Nikkei si sta muovendo quasi come un indice tecnologico», spiega Tetsuo Seshimo, un gestore di Saison Asset Management. Il motivo è evidente non appena si guarda la sua composizione odierna: le società tecnologiche valgono da sole il 55,2% dell’indice. I driver, come altrove sono l’intelligenza artificiale e le prospettive di colossi come Amazon – che giovedì ha annunciato che il fatturato delle sue attività nel cloud è salito al ritmo più alto da tre anni – e Apple che si aspetta un trimestre superiore alle attese.







