Il delitto di Garlasco, un mistero infinito. E Vittorio Feltri è tornato a rivendicare la sua posizione. Il direttore non ha mai nascosto la sua posizione: da anni sostiene con convinzione l’innocenza di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. Oggi, però, lo scenario giudiziario si arricchisce di nuovi elementi, con Andrea Sempio – amico del fratello della vittima – indagato per omicidio in concorso. Un nuovo filone d'indagine che, giorno dopo giorno, si fa più complesso, intricato.

E come detto Feltri torna a schierarsi senza esitazioni: Stasi, afferma sul Giornale, "non è solo il grande innocente dimenticato di questa storia. È anche un’altra vittima di questa storia di malagiustizia", scrive nella sua rubrica La Stanza.

Secondo il fondatore di Libero, la parabola giudiziaria del caso Garlasco rappresenta un fallimento profondo del sistema giudiziario: "Un innocente è in galera, mentre si cerca il vero assassino fuori". Il processo, aggiunge, "è diventato un labirinto giudiziario indegno di un Paese civile, e la responsabilità non è del destino, ma di indagini condotte male fin dall’inizio". In sintesi, "la macchina giudiziaria ha fallito clamorosamente", e tutto sarebbe partito da "un pregiudizio" nei confronti di Stasi.