Nel 2003, Knut Flakk e la moglie Line fondano la società di viaggi esperienziali 62°Nord con l’obiettivo di promuovere una forma di turismo sostenibile nei luoghi della costa nord occidentale della Norvegia, sul 62° parallelo Nord, evidentemente. Quell’idea arriva in un momento difficile, quando i Flakk devono trasferire tutta la produzione dell’azienda di famiglia – Devold, la più antica manifattura in Norvegia di abbigliamento in lana – in Lituania. Pensano che fondare una società legata al viaggiare fuori dalle logiche di massa, con alberghi esclusivi, avrebbe potuto aiutare lo sviluppo della comunità.

62°Nord vuole infatti preservare l’integrità del territorio: Flakk lo chiama “geoturismo”. Per l’imprenditore, profitto, società e ambiente non sono in conflitto, anzi. In collaborazione con alcune aziende del luogo, 62°Nord si è anche impegnata nel progetto promosso dal governo norvegese per rendere tutti i trasporti sui fiordi a zero emissioni entro il 2026. Questa è una terra estrema, dove l’uomo ha imparato a convivere con la bellezza aspra della natura, i suoi colori cangianti, i villaggi remoti, il folklore.

il camino dello Storfjord Hotel. foto Margaret M. de Lang

Nel 2008 Flakk inaugura il primo hotel, Brosundet, nel centro di Ålesund, dove gli architetti di Snøhetta trasformano un ex magazzino per la pesca in un indirizzo di charme. Una delle stanze si trova nel faro di Molja, in fondo al molo: arredi ridotti al minimo e boiserie tortora. Al mattino la colazione viene servita in un cestino. Ai Flakk va anche il merito di aver riportato all’antico splendore l’Hotel Union Øye, locanda fondata nel 1891 e adagiata sullo Norangsfjord. Ogni stanza è dedicata a un ospite illustre che vi ha soggiornato, tra cui scrittori, alpinisti, artisti e reali.Øye, la manciata di case dove si trova l’albergo, era diventata un villaggio fantasma, ma oggi è tornato in vita proprio grazie all’impegno di 62°Nord.