Il Maestro Peppe Vessicchio ha pubblicato il libro “Bravo bravissimo”, nel quale racconta ai ragazzini la storia di uno dei più celebri compositori al mondo: Wolfgang Amadeus Mozart. “A 13 anni Volfango aveva già visitato mezza Europa ottenendo successi incredibili. Io, alla stessa età, avevo giusto deciso quali passioni avrei coltivato”, ha scritto Vessicchio.

Poi a La Stampa ha raccontato quando la musica è arrivata nella sua vita: “Nella tradizione napoletana, mandolino, chitarra e fisarmonica appartenevano alla quotidianità, come gli utensili da cucina. Fu papà a dare inizio a questo gioco. Era un creativo. Lavorava alla Eternit di Bagnoli, vivevamo in una delle palazzine prossime al deposito: tutte foderate di amianto. Molti anni dopo, per quella vicinanza, morì di asbestosi”.

Tra le numerose collaborazioni nel corso della sua carriera, Vessicchio ha ricordato quella con Gino Paoli e la creazione di una delle canzoni più belle del repertorio del cantautore genovese “Ti Lascio Una Canzone” del 1985: “Gino voleva fare un omaggio a Ornella Vanoni come suggello della loro storia. L’idea mi piacque moltissimo: ancora prima di nascere, quella canzone aveva già una sua vita. Lui scrisse il testo, io la musica. Paoli era un gatto: non sapevi mai se ti avrebbe graffiato o fatto le fusa”. Poi in studio il lancio della scarpa da parte della grande interprete: “Accadde durante una prova: dopo che avevo fermato per l’ennesima volta un’esecuzione, ebbe uno scatto di stizza. La scarpa volò, ma non era diretta a me. Ridemmo tutti”.