«C’è una sorta di cross roads, di incroci tra letteratura e mondo glamour». Igiaba Scego è una scrittrice italiana di origini somale, autrice di numerosi romanzi e antologie, spesso incentrati su una rilettura del passato coloniale dell’Italia e delle sue conseguenze. Oggi, con il suo intervento “Quando lo scrittore diventa una celeb”, sarà una delle autrici e degli autori al centro dell’evento al Circolo dei Lettori che celebra i 50 anni di Tuttolibri, l’inserto La Stampa dedicato al mondo della letteratura nato il 1 novembre 1975. Un supplemento che ha avuto sempre l’obiettivo di diffondere la lettura tra le persone. Nel mondo letterario attuale, in cui c’è una grande crisi proprio della lettura, sta però aumentando la presenza di scrittori e scrittrici pop.
In che senso gli scrittori diventano “celeb”?
«Siamo in una fase in cui si legge sempre meno. Ci sono poi delle tendenze di alcuni scrittori che ormai sono, volente o nolente, dei personaggi pubblici. Come Chimamanda Ngozi Adichie, che ha cominciato la carriera come scrittrice postcoloniale e poi ha avuto questo exploit mondiale con Americanah. Da lì, oltre a essere una scrittrice di grande livello è diventata un grosso personaggio pubblico, dalle borse griffate alle campagne con Dior, al Met Gala. Con incroci tra letteratura e moda. Oppure come Ocean Vuong, che è diventato lo scrittore instagrammabile, volente o nolente anche qui, perché comunque è uno scrittore che porta con sé la sua storia. Una storia di diaspora e di guerra, anche perché dietro le sue spalle c’è la biografia della madre vietnamita. C’è quindi una sorta di cross roads, di incroci tra letteratura e mondo glamour».






