Mentre i parenti e gli amici di Bibbi sono pronti - se mai si può essere pronti ad affrontare una tragedia simile - a darle l’ultimo addio alle 10 di oggi, nella basilica San Pietro e Paolo all’Eur, proseguono le indagini per fare chiarezza sul terribile schianto che ha portato alla morte della 20enne Beatrice Bellucci lo scorso venerdì sera su via Cristoforo Colombo, all’altezza di piazza dei Navigatori. L’inchiesta si concentra ora sulla ricostruzione dell’esatta dinamica dell’incidente, oltre alla visione di tutte le telecamere pubbliche e private presenti dal Grande Raccordo Anulare al punto in cui la Bmw “Serie Uno” bianca guidata da Luca Domenico Girimonte - indagato per omicidio stradale - e la Mini cooper con a bordo Bibbi e la sua amica Silvia Piancazzo - anche lei iscritta nel registro degli indagati - si sono scontrate.
Nelle prossime ore la procura nominerà dei consulenti incaricati di redigere una perizia cinematica, utile a ricostruire nel dettaglio come si è svolto l’impatto ma anche come si sono mossi i veicoli prima, durante e dopo l’urto, a che velocità viaggiavano, dove si trovavano al momento della collisione, se l’incidente poteva essere evitato. Per il momento le auto coinvolte sono quindi soltanto due, la Mini e la Bmw bianca, anche se i testimoni hanno parlato di più auto che viaggiavano a folle velocità, oltre a quella guidata da Girimonte, poco prima dell’impatto, e che sarebbero fuggite. Di qui l’ipotesi della gara tra macchine, ancora al vaglio degli inquirenti che la verificheranno con le immagini delle telecamere. Gli occhi elettronici saranno utili anche a verificare la versione fornita dal conducente della Bmw grigia, partito da Anzio quella sera, in direzione centro, insieme ai due occupanti dell’auto bianca. Secondo la sua versione lui si trovava più avanti degli amici quando è avvenuto l’incidente, tanto da essere venuto a saperlo solo il giorno dopo. A smentire l’ipotesi della corsa anche Girimonte, risultato negativo ai test di alcol e droga come Silvia. La ragazza però, che al risveglio dal coma farmacologico non ricordava quanto accaduto, ancora non è stata ascoltata dagli inquirenti proprio a causa delle sue condizioni di salute.












