Italia tra i primi paesi al mondo nel campo della donazione e del trapianto di organi, tessuti e cellule. Lo certifica l’ultima edizione della “Newsletter Transplant”, il rapporto annuale del Consiglio d’Europa che analizza e mette in fila le cifre dell’attività di donazione e trapianto a livello internazionale. Il nostro Paese si attesta secondo al mondo per il trapianto di fegato, dietro solo agli Stati Uniti, e settimo per il trapianto di cuore. Forte crescita, nello specifico, dei trapianti di cuore da persone con muscolo cardiaco che si è fermato come avvenuto a Bologna lo scorso febbraio. Ma sono ancora oltre 8mila gli italiani in attesa di un organo.

I dati sulla situazione nello stivale del Centro nazionale trapianti parlano poi del 2024 come di un anno record con 4.642 trapianti realizzati in totale (+3,9%), di cui 179 in urgenza nazionale (75 di fegato, 86 di cuore, 14 di polmone, 4 di rene) e anche 191 pediatrici (79 di fegato, 76 di rene, 32 di cuore, 4 di polmone). Tutto ciò dopo il calo che, invece, si era registrato nel periodo della pandemia di Covid.

L’azienda ospedaliera che ne ha effettuati di più è stata Città della Salute e della Scienza di Torino (440) dove la scorsa estate è stato effettuato un trapianto da vivente madre-figlia di 6 mesi, davanti all’ospedale di Padova (413) e all’Ismett di Palermo (276). Torino è stato anche il centro trapianti con il più alto numero di trapianti di fegato effettuati (179), mentre Padova prima in Italia per trapianti di rene (217) e polmone (41). Primato confermato per il policlinico di Bari per quanto riguarda i trapianti di cuore (73), invece per il pancreas il primo centro italiano è quello del San Raffaele di Milano (14).