Professore ordinario di diritto costituzionale a Torino e avvocato, accademico di lungo corso che si è formato sotto la guida di Gustavo Zagrebelsky, il neo presidente onorario del Comitato a difesa della Costituzione per il no al referendum sulla riforma della giustizia, Enrico Grosso, è nato a Torino il 12 settembre di 59 anni fa e vanta una lunga produzione scientifica sui temi della democrazia rappresentativa e diretta.
Per il professore, il diritto è una questione di famiglia: suo padre, Carlo Federico Grosso, scomparso nel 2019, è stato un noto avvocato penalista impegnato in processi come quello relativo alla strage di Bologna, a quella del Rapido 904, per il crack Parmalat e per il delitto di Cogne, per citarne solo alcuni.
Il nonno, Giuseppe Grosso, è stato a sua volta un grande giurista, esperto di storia del diritto romano e di diritto romano, e anche politico. Esponente della Democrazia cristiana è stato sindaco di Torino a fine anni '60 e prima ancora ha ricoperto il ruolo di presidente della Provincia.
Enrico Grosso si è laureato con 110 e lode nel 1990 in Giurisprudenza all'Università di Torino con una tesi in diritto costituzionale con relatore Gustavo Zagrebelsky. L'anno successivo è stato ammesso al dottorato di Ricerca in Diritto Costituzionale alla Statale di Milano. Dal 1998 al 2001 è stato professore associato di Diritto pubblico comparato all'Università del Salento e poi la sua carriera è proseguita a Torino, sua città natale. Grosso è autore di oltre 130 pubblicazioni scientifiche nel settore del diritto pubblico e del diritto pubblico comparato. Tra i temi trattati nei suoi articoli e saggi c'è quello della democrazia rappresentativa e diretta, dell'articolazione dei poteri, della cittadinanza. E ancora delle riforme costituzionali e il loro impatto istituzionale.







