Silenzio, lacrime, rabbia. Fumogeni e palloncini giallorossi che si librano nell'aria. Poi lo striscione: “Ciao Simone, figlio dei palazzi”. Sono diverse centinaia le persone arrivate a Ostia questa mattina per l’ultimo saluto a Simone Schiavello, il 19enne morto lo scorso 16 ottobre dopo essere stato accoltellato in via Forni, ex roccaforte del clan Spada. Fuori dalla chiesa Regina Pacis ci sono i suoi amici, la famiglia e tutti coloro che in questi giorni hanno pianto la sua morte senza riuscire a trovare una spiegazione. “Nessuno muore finché vive nel cuore di chi vive”, si legge sulle tante magliette bianche con il volto del giovane.
Ragazzo ucciso a coltellate a Ostia, bomba carta vicino al condominio dove viveva la famiglia
di Salvatore Giuffrida
30 Ottobre 2025
«Ma come si fa a fare una cosa del genere? Come si fa?», grida il padre Giordano tra le lacrime all'arrivo della bara. La madre stringe un cuscino a forma di cuore con stampata la foto del figlio. Ostia piange, chiede giustizia, mentre gli elicotteri della polizia sorvolano il cielo sopra via della Tortuga, dove mercoledì notte è esplosa una bomba carta, proprio davanti al murale che gli amici stavano realizzando. «Siamo arrivati a questo. Non rispettano più nemmeno i morti», dice un ragazzo con la voce rotta.








