“Senza fretta ma secondo giustizia”. Questa sarebbe stata l’indicazione che ha condotto re Carlo III a prendere carta e penna per liquidare il fratello dalla corona togliendogli titoli e meriti. Una decisione tardiva perchè necessariamente oculata, sarebbe la spiegazione arrivata da fonti vicine a Buckingham Palace che mostrano tutta la loro vicinanza ad un re anziano, malato e ora anche affaticato da tutta la faccenda legata ad Andrea Mountbatten Windsor. Non più principe, non più duca di York, non più Conte di Inverness, nè Barone di Killyleagh, nè membro dell’Ordine della Giarrettiera nè Cavaliere della Gran Croce dell’Ordine Vittoriano. E nemmeno eroe di guerra per il suo contributo durante la guerra delle Falklands.
Andrea Mountbatten Windsor, il primo cognome ereditato dal padre che aveva preteso che i figli lo portassero insieme a quello della casata reale, verrà trasferito quanto prima in una tenuta di proprietà di suo fratello, il sovrano. Volente o nolente, Andrea verrà trasferito in un “esilio bucolico forzato” nelle campagne del Norfolk, nella tenuta di Sandringham. A mantenerlo ed occuparsi di lui sarà il sovrano e lo farà di tasca sua.
Oltre vent’anni di vita lussuosa, senza avere i soldi necessari per mantenere certi standard e a danno dei contribuenti e delle casse del Crown Estate, sono stati troppi. Il Royal Lodge e le sue 30 stanze nel parco di Windsor verrà liberato dalla scomoda presenza di Andrea e della sua ex moglie Sarah Ferguson, al più presto.











