Se i dazi americani e i loro effetti sul commercio globale sono stati i protagonisti assoluti al Made in Italy Summit organizzato da Sole 24 Ore, Financial Times e Sky TG24 – il messaggio più forte emerso nei tre giorni dell’evento è incoraggiante per le aziende italiane. Il contesto internazionale, gravato da conflitti bellici e nuovi protezionismi, pone grandi sfide, ma la strada per superarle esiste e passa attraverso due concetti chiave: innovazione tecnologica e diversificazione dei mercati. Proprio di mercati – nuovi o promettenti – si è parlato ieri, durante la sessione conclusiva dell’evento, che in tre giorni ha registrato la partecipazione di 27mila utenti collegati.
Diversificare strategia chiave
«In momento complesso come quello che stiamo vivendo, occasioni come questo summit rafforzano le relazioni – ha detto Andrea Duilio, ad di Sky Italia, introducendo i lavori –. Sono certo che da questo confronto possano nascere idee e collaborazioni capaci di dare nuovo slancio al made in Italy». Made in Italy che, ha ricordato Federico Silvestri, ad del Gruppo 24 ORE, «non è solo moda, design e cibo: è la nostra grande industria, la manifattura, l’innovazione, che nel mondo sono un riferimento». Non a caso, tra i settori che stanno tenendo meglio in questa difficile fase, ci sono la chimica e la farmaceutica, come ha spiegato Matteo Zoppas, presidente dell’agenzia Ice. «Le aziende italiane devono affrontare sfide complesse come i dazi Usa, la svalutazione del dollaro e la concorrenza sempre più strutturale di Paesi esteri, come la Cina - ha aggiunto – e nonostante tutto mantiene la sua posizione sui mercati internazionali e ne conquista di nuove».






